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Chi Siamo

ONLUS A.V.I.A.P.
(ASSOCIAZIONE VOLONTARI PER L’AIUTO ALLE POPOLAZIONI)


La Onlus A.V.I.A.P. (Associazione Volontari Italiani per l’Aiuto alle Popolazioni) nasce a Frosinone nel dicembre 2009 sulla scorta delle esperienze umane e lavorative  di un gruppo di medici volontari dell’ospedale di Frosinone: Nicola Apice, Marcello Beverati e Walter Ciaschi.
L’A.V.I.A.P. ha finora lavorato in Etiopia e in Rwanda su progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni socio-sanitarie delle popolazioni con cui è venuta in contatto. In particolare in Etiopia da sei anni partecipa al “progetto tiroide” in collaborazione con la Onlus “Lazio Chirurgia”, fornendo personale medico da impiegare presso l’ospedale di Quhià (Stato regionale del Tigray, provincia di Makallé), impegnandosi tanto nella formazione professionale che nell’esecuzione di interventi chirurgici, in particolare gozzi tiroidei di notevoli dimensioni.
Da quest’anno l’A.V.I.A.P. ha istituito una “borsa di studio” (durata triennale per un ammontare totale di 370 Euro per studente) per la formazione di personale infermieristico da impiegare nella sala operatoria dell’ospedale di Quhià.
Ha inoltre in progetto di finanziare un parco giochi per i bambini ricoverati nel reparto di pediatria di questo stesso ospedale (3100,00 Euro) e di contribuire al pagamento degli stipendi mensili del personale infermieristico e socio-sanitario del reparto stesso (7200 Euro per anno ) grazie alle generose donazioni del CEFME di Pomezia,  di  privati,  attraverso la sottoscrizione di tessere associative del costo di 20 Euro annuali e l’organizzazione di eventi benefici.
Nel periodo gennaio-febbraio 2011 ha iniziato una collaborazione di natura socio-sanitaria con la Caritas Diocesana di Frosinone che da anni opera in Rwanda, partecipando alla fase conoscitiva del progetto denominato “Ciociaria-Rwanda A-R” che vede coinvolta anche la ASL di Frosinone quantomeno nella parte preliminare di accordi con il Vescovado del capoluogo.
Nell’ambito di questo progetto la Onlus A.V.I.A.P. ha deciso di inserirsi, tenendo conto delle proprie caratteristiche, nel settore socio-sanitario, da un lato fornendo personale medico da impiegare in sala operatoria con compiti operativi e di formazione professionale nei riguardi del personale locale (Ospedale di Murunda) e dall’altro finanziando due progetti a carattere sociale per il sostegno ai bambini dell’orfanotrofio  della Diocesi di Nyundo.
La realtà rwandese dell’orfanatrofio è facilmente immaginabile. I bisogni materiali sono praticamente infiniti e nonostante gli sforzi eroici della anziana direttrice e dei suoi collaboratori, la struttura vive in stato di perenne affanno finanziario.
In questa struttura vengono ospitati bambini e ragazzi da zero a 20 anni, sia abbandonati alla nascita, sia orfani di vittime del genocidio del 1994 che ha mietuto 1.070.000 vittime in meno di un mese, massacrati a colpi di macete. Il governo centrale ha stabilito un piano di chiusura programmata di queste strutture con il riaffidamento “volontario” alle famiglie. Ma è facilmente prevedibile che tale lodevole piano non potrà essere eseguito in tempi rapidi e con risultati ottimali, mentre d’altro canto è facile intuire un sempre minore introito finanziario.
Dal sopralluogo eseguito in gennaio dal personale dell’A.V.I.A.P. sono emerse una serie di difficoltà logistiche e finanziarie gravissime. La cosa che più è stata sottolineata, la richiesta più pressante, è stata quella del cibo. Girando liberamente per questa enorme struttura abbiamo anche potuto constatare le condizioni di degrado delle parti comunitarie: dormitori, cucine, latrine, ecc..
Abbiamo pertanto deciso di lavorare su due aspetti che riteniamo prioritari, non potendo disporre delle risorse necessarie per fare tutto.
Il primo punto che intendiamo risolvere è il “Progetto Latte”, ovvero l’acquisto del latte in polvere per i neonati (per i più grandi il latte vaccino e la carne sono garantiti dalla presenza di allevamenti di mucche e maiali all’interno dell’orfanotrofio). Un preventivo di spesa estremamente verosimile si attesta attorno ai 8.000 Euro per anno. E’ nostra intenzione contribuire all’acquisto in loco del latte in polvere pagando direttamente i fornitori-grossisti, evitando così qualsiasi tipo di intermediazione e speculazione. Il “progetto latte” è da intendersi di durata triennale, nella speranza che effettivamente si riesca a dismettere l’orfanatrofio quantomeno per quanto riguarda il padiglione dei neonati.
L’altro aspetto che abbiamo deciso di migliorare è quello della “struttura alberghiera”. E’ di evidenza immediata, anche per i non esperti, come questi bambini (0-2 anni) soffrano di ritardi psicomotori soprattutto per la mancanza di stimoli fisici e per l’impossibilità di poter giocare in spazi aperti. Per necessità pratiche e logistiche questi bimbi sono praticamente rinchiusi in cameroni che servono da dormitorio, sala giochi, sala da pranzo e purtroppo latrina. Le condizioni igieniche sono non ottimali quindi, si dorme su grossi materassi di gommapiuma che sono poggiati in terra e che nonostante vengano lavati dalle “maman” dell’orfanatrofio e stesi all’aperto ad asciugare, puzzano sempre di urina ed escrementi. L’aspetto logistico del settore dei più piccoli è quindi per noi quello su cui lavorare per primo.
L’architetto dell’A.V.I.A.P., Dr. Otello Rosi, che ha partecipato alla missione di gennaio 2011, ha elaborato una ristrutturazione del padiglione dei neonati e ha anche studiato la possibilità di acquistare materiale in loco, servendosi di personale locale, contribuendo così all’ incentivazione dell’economia e della manodopera del posto. Ha anche studiato la possibilità di rifacimento delle latrine e delle cucine, progettando il riadattamento di un capannone attualmente in parte adibito a falegnameria, a “sala multifunzionale comunitaria” che, oltre ad essere a disposizione dei ragazzi per la visione di films o per altre attività ludiche (dotandola di video-proiettore, schermo, calcio balilla, tavolo da ping-pong, ecc.), potrebbe essere adibita anche a sala da affittare a privati (cinema, funzioni pubbliche, feste, matrimoni, ecc.), divenendo così fonte di reddito e di autofinanziamento per l’orfanotrofio stesso, metodica questa molto in uso nei paesi africani.
Da ultimo pensiamo sia necessario acquistare materassi e suppellettili nuovi per rendere più igieniche e quindi più sane le stanze dei bambini. Per tali lavori e acquisti si può ipotizzare una spesa di circa 15.000 Euro l’anno per tre anni. Purtroppo la stima delle spese non può essere di grande precisione a causa dell’inflazione e per la difficoltà di gestione dei contatti in loco,ma pensiamo che lavorando per piccoli blocchi si riesca a fare un buon lavoro mantenendo le promesse fatte ed evitando delusioni foriere di sfiducia.

Tutte le foto esposte sono state scattate da noi stessi durante le nostre missioni in Etiopia e Rwuanda e riguardano sia momenti lavorativi  sia  scene di vita quotidiana.



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